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Freemasons’ Tavern, il pub in cui nacque il calcio inglese

Alla Freemasons’ Tavern in Great Queen Street a Londra, il 26 ottobre 1863 si incontrano i rappresentanti di undici club britannici, con l’intento di unificare le regole del gioco del football. Fra le varie proposte spicca senza dubbio quella avanzata da F.W Campbell, che propone una mozione in favore dell’uso delle mani e del gioco violento: “Dare calci agli avversari questo è il vero gioco del football! E’ stato così nel passato, nessuno ha il diritto di vietarlo attraverso nuove regole. Chi è contro i calci negli stinchi è troppo vecchio per lo spirito del nostro gioco”, esclamerà nella sala.

La proposta provocò clamore in sala: a quel tempo non esisteva nemmeno l’arbitro che dirimeva le situazioni controverse ed il gioco del calcio, sia a livello tattico che tecnico, era solo un abbozzo di quello moderno. Ma l’idea parve assai rivoluzionaria, tanto che le cose non presero la piega desiderata e la mozione verrà bocciata con 13 voti contrari e solo 4 favorevoli. Nasce dunque la Football Association, che in data 8 dicembre 1863 approverà il primo regolamento ufficiale, con 14 regole base che diventeranno 17 soltanto nel 1938 in virtù dell’intervento dell’International Board.

E Campbell ? Ebbene darà origine alla scissione nel 1871 fonderà la Unione Britannica del Rugby.

Il Freemason’s Arms Pub,  inaugurato nel 1860 e situato nei pressi della più nota Covent Garden, dopo più di un secolo, è ancora aperto, come in ogni buona tradizione inglese che si rispetti.

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Europa, il club spagnolo che fondò la Liga

Chiamarsi Europa ed essere un club di calcio: è la storia del C.E.E. (Club Esportiu Europa), nato a Barcellona circa 100 anni fa e uno dei dieci fondatori della Liga Spagnola nel lontano 1928.

In quell’epoca le competizioni iberiche erano dominate da due club della metropoli catalana, Barcellona ed Espanyol mentre l’Europa era un valido avversario per vittoria dell’iniziale torneo spagnolo. Anzi, la sconfitta nella finale contro l’Atletico Bilbao, permise alla società di far parte di un piccolo numero di squadre che diedero alla luce il massimo torneo spagnolo, l’attuale Liga.

E ad accompagnare il club “continente” saranno altre nove squadre, non certamente poco note, come Real Madrid, Athletic Bilbao, Real Sociedad, Atlético Madrid, Espanyol, Barcellona, F. C. Barcelona, Racing Santander, Real Unión de Irún e Arenas de Getxo. Per tre anni la squadra riuscì a mantenere la massima categoria, mentre tornò ad alti livelli solo negli Anni 60 quando disputò cinque tornei di Seconda Divisione per poi tornare a militare fra le terza e la quarta divisione.

D’altronde vivere in termini calcistici in una città come Barcellona, con i blaugrana che praticamente “mangiano” a livello mediatico e non solo qualunque altro club, non è nemmeno facile. ecco allora che le soddisfazioni possono e devono arrivare sul piano diplomatico del riconoscimento a livello politico.

Il club infatti venne ricevuto in maniera ufficiale a Bruxelles, presso la sede dell’allora Comunità Economica Europea, portandone anche il nome. Sul campo da gioco invece, l’Europa è riuscito nell’impresa, è il caso di dire, di vincere ben due edizioni della Copa de Catalunya (1997 e 1998) contro il Barcellona che poteva vantare assi che corrispondevano al nome di Figo, Guardiola, Rivaldo e guidato in panchina dall’olandese Van Gaal.

Nelle fila dell’Europa militarono giocatori dell calibro di Ramallets, Czibor ed Eulogio Martínez, protagonisti in campo internazionale rispettivamente con Spagna, Ungheria e Paraguay, oltre ad aver potuto vantare talenti negli anni 50 e 60. Anche in campo giovanile non difetta l’impegno: attualmente il vivaio può vantare una scuola calcio con ben 350 bambini di età compresa fra i 5 ed i 10 anni, oltre ad avere selezioni in ogni fascia d’età. Il club ha festeggiato nel 2007 il suo centenario.

Gioca nella Tercera División, la quarta serie del campionato spagnolo. L’inno ufficiale della società è intitolato “Europa, sempre endavant!” (Europa, sempre avanti!) ed i colori sociali sono il bianco e l’azzurro. Lo stadio di casa si chiama Nou Sardenya, dal nome della via preso cui si affaccia e venne costruito, ed inaugurato, nel 1940 grazie anche alla cifra pagata dal Fc Barcellona per acquistare il portiere degli “europei” Ramallets.